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Mercoledì, 16 Marzo 2016 04:16

Siria, ennesima spiazzata per l’Occidente

Il presidente russo Vladimir Putin per l'ennesima volta spiazza l'Occidente. Il ritiro delle forze russe dalla Siria ha aperto un dibattito mediatico sulle ragioni della mossa a sorpresa di Mosca, che di fatto è un vero e proprio messaggio politico.
Il ritiro delle forze russe inizia proprio nel giorno del quinto anniversario dall'inizio del sanguinoso conflitto siriano. Come ha precisato il portavoce del Cremlino Peskov, è presto per parlare di "una vittoria sul terrorismo", infatti rimarranno operative le due basi russe a Latakia e Tartus. Il ritiro delle forze russe dalla Siria si inscrive alla perfezione nel contesto dei colloqui di pace ripartiti a Ginevra e lancia un messaggio a tutti gli attori coinvolti nel conflitto.
L'intervento russo di sei mesi fa che spiazzò tutti, comunque la si pensi, ha riempito un vuoto lasciato dall'Occidente e la guerra siriana dopo 5 sanguinosi anni sembra arrivata ad una svolta. Qual è il ruolo della Russia nel conflitto siriano? Sputnik Italia ne ha parlato con Pietro Batacchi, direttore di RID (Rivista Italiana Difesa).
Con l'intervento russo com'è cambiata la guerra siriana che dura da 5 anni?
L'intervento russo in Siria ha conseguito a mio avviso due obiettivi: uno politico strategico e l'altro militare. Politicamente l'intervento ha rafforzato Assad, è evidente. Se pensiamo a come era messo il regime nell'estate del 2015, mi pare evidente che l'intervento russo l'abbia puntellato. È il motivo principale per cui la Russia è intervenuta in Siria, i russi volevano evitare che la crisi del regime di Assad raggiungesse conseguenze troppo pregiudizievoli per gli interessi della Russia stessa. Oggi Assad è più saldo indubbiamente.
Sul piano militare l'intervento russo ha permesso alle forze lealiste di recuperare del terreno importante, ha arginato l'offensiva dei ribelli del Jaish al Fateh nell'area alawita costiera, nella zona di Latakia, evitando che questi minacciassero il cuore della roccaforte del presidente Assad. L'intervento russo ha permesso di recuperare terreno in altre zone della Siria soprattutto nell'area di Aleppo e questo ha portato i lealisti a chiudere i ribelli nei quartieri occidentali della città. Inoltre l'intervento russo ha chiuso possibili spazi per iniziative turche in Siria. Gli obiettivi militari raggiunti dalla Russia sono tangibili e sono sotto gli occhi di tutti. Chiaramente la Russia deve fare i conti con i propri limiti economici. La crisi economica in Russia è pesante, quindi un impegno del genere in Siria probabilmente non era sostenibile per il lungo periodo. Mosca ha deciso di ridimensionare il suo impegno.
Possiamo dire che il ritiro delle forze russe dalla Siria lancia anche un messaggio politico ai diversi attori? 
Assolutamente sì, è un messaggio politico chiaro, con il quale la Russia segnala la propria intenzione di lavorare per porre fine al conflitto siriano e trovare una soluzione politica. È un messaggio rivolto agli alleati, ad Assad e agli iraniani di non approfittarsi troppo del sostegno russo. D'altra parte, è un messaggio anche ai concorrenti, la Russia sembra dare la sua disponibilità a uscire fuori dal conflitto siriano.  È un messaggio soprattutto agli Stati Uniti, che sono l'altro grande attore in grado di fare pressione sugli attori locali e di trovare un accordo di compromesso a questo devastante conflitto che va avanti da cinque anni.
Qual è stato il peso dell'intervento russo in Siria sullo scacchiere geopolitico? Mosca ha riaffermato il suo ruolo sull'arena internazionale?
Io da tempo sostengo che in Siria, anche per un basso profilo che l'amministrazione americana ha deciso di tenere in buona parte del Mediterraneo, la Russia è diventata l'attore di riferimento, l'attore centrale. Quando deliberatamente, come fa l'amministrazione Obama, si creano dei vuoti qualcun altro li riempie. In questo caso la Russia ha riempito quel vuoto. Mosca è diventata l'attore di riferimento nel Mediterraneo orientale e in Medio Oriente con il ruolo giocato in Siria, che via via è andato crescendo fino all'escalation del settembre 2015. Il ruolo della Russia è un ruolo importante, su questo non ci sono dubbi. È anche un ruolo chiarificatore che ha consentito alla crisi siriana di arrivare a una svolta. Probabilmente senza l'intervento russo non ci sarebbero stati neanche i negoziati di Ginevra.

 

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