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Mercoledì, 16 Marzo 2016 03:58

E ormai improbabile l'attacco militare della Turchia contro la Siria

Un'invasione su vasta scaladell'esercito turco in Siria dopo l'attacco terroristico ad Ankara è improbabile, poiché significherebbe una sfida diretta alle potenze mondiali e una minaccia diretta ai negoziati tra le parti siriane a Ginevra, ha esternato questo punto di vista a RIA Novosti Boris Dolgov, collaboratore del Centro di Studi Arabi e Islamici presso l'Istituto di Studi Orientali.

Secondo gli ultimi dati, le vittime della potente esplosionedi domenica sera nel cuore della capitale turca sono 37 persone, mentre più di 120 sono stati i feriti. L'attentato si è compiuto ieri sera in una fermata d'autobus particolarmente affollata vicino uno degli uffici del primo ministro del Paese. Un'autobomba è saltata in aria tra 2 bus. Il frastuono dell'esplosione è stato talmente forte che è stato udito in molti quartieri di Ankara. Ricordo che questo è il secondo grande attacco terroristico nel corso dell'ultimo mese e il terzo in 5 mesi. Questi eventi sono il prezzo che il Paese sta pagando per le politiche della sua leadership, in particolare per la decisione delle autorità di risolvere con mezzi militari la questione curda e per il fatto che in Siria la Turchia supporta anche i gruppi islamici radicali, ha commentato Dolgov. In precedenza il presidente turco Tayyip Erdogan aveva riferito ai giornalisti che al momento sono già stati arrestati 14 sospetti dell'attacco terroristico di Ankara, compresi i 3 organizzatori. Secondo il presidente turco, dalle prove disponibili emerge "con evidenza" che l'attacco è stato organizzato dai curdi siriani dell'Unione Democratica. A sua volta il rappresentante dei curdi a Mosca Rodi Osman ha smentito a RIA Novosti le accuse di Erdogan, bollandole come un pretesto per l'invasione turca in Siria. Valutando quanto siano reali le prospettive di un'eventuale invasione, Dolgov ha rilevato che è improbabile. Non credo che si concretizzi. Certamente saranno rafforzati gli attacchi provocatori da parte della Turchia sulle posizioni delle unità di autodifesa curde, probabilmente ci saranno invasioni localizzate di piccoli gruppi di soldati turchi, tuttavia non ci sarà un'invasione su larga scala come affermato da alcuni politici turchi", — ha sottolineato l'esperto. Ha argomentato la sua tesi con il fatto che la presenza in forza dei militari turchi in Siria violerebbe la tregua in atto nel Paese e metterebbe a repentaglio i negoziati di pace, la ripresa dei quali è prevista oggi; inoltre sarebbe una sfida alle potenze mondiali, tra cui la Russia e gli Stati Uniti. Non credo che si tratterà di un'invasione su larga scala. Ci saranno locali azioni provocatorie: il rafforzamento del bombardamenti, incursioni isolate delle unità speciali dell'esercito turco ed attacchi contro le posizioni curde sono possibili. Tuttavia bisogna tener conto che questi attacchi provocano tensioni all'interno della Turchia stessa. La situazione nel Paese è complicata, dal momento che molti sono scontenti della politica di Erdogan. I politici turchi dovrebbero governare tenendo a mente queste cose prima di prendere ulteriori passi, conclude l'esperto.

 

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