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Mercoledì, 13 Novembre 2013 16:55

Barroso: la questione è se la Germania può fare di più per l'economia Ue

Barroso: la questione è se la Germania può fare di più per l'economia Ue
BRUXELLES - Perdita di quote globali sulle esportazioni; peggioramento della competitività di fondo; livello elevato del debito pubblico che pesa sull'intero quadro economico.

Sono queste le tre ragioni chiave per le quali la Commissione europea ha deciso di includere l'Italia nella indagine approfondita sugli squilibri macroeconomici annunciata oggi. A presentare l'iniziativa sono stati il presidente della commissione, Jose Manuel Barroso, il responsabile degli Affari economici, Olli Rehn, e del Lavoro, Laszlo Andor. Una analisi che riguarderà anche altri 15 paesi dell'eurozona, tra cui per la prima volta la Germania. La procedura, che si chiuderà in primavera, punta ad accertare se sia necessari procedere a una ulteriore fase correttiva in ognuno dei singoli paesi. Va precisato che questa indagine non riguarda specificatamente il rispetto delle regole Ue sui bilanci pubblici, che saranno invece oggetto di una successiva decisione venerdì prossimo. La Commissione Europea ha messo sotto indagine anche la Germania per il surplus della sua bilancia commerciale, visto come un ostacolo alla ripresa per il resto d'Europa. “La questione è se la Germania può fare di più per aiutare a ribilanciare l'economia europea'', ha detto il presidente della Commissione Ue, Jose Manuel Barroso. ''La Germania ha registrato un'eccedenza commerciale importante che giustifica l'inchiesta". Oltre a Berlino, altri 15 paesi sono sotto indagine per aver mancato di raggiungere alcuni target economici previsti dall'Unione. L'eccedenza delle partite della bilancia commerciale tedesca ha raggiunto a settembre il livello record di 18,8 miliardi di euro, grazie a una crescita dell'1,7% delle esportazioni e a una diminuzione dell'1,9% delle importazione. Questi dati si traducono in un surplus commerciale superiore al 6% del pil, al di sopra dei livelli fissati da Bruxelles. In Italia "penso che sia importante evitare che qualunque instabilità politica metta a repentaglio le riforme", ha affermato il presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso. "Alcuni progressi sono stati fatti, ma come si è visto in questi ultimi mesi e settimane è che quando si era creata una percezione di instabilità politica l'Italia ha immediatamente dovuto pagare un prezzo" sui mercati. Sulla Penisola e sull'area euro "stiamo dicendo che ripresa sta dando segnali ma che resta a rischio, che i mercati si sono stabilizzati ma restano vulnerabili", ha detto durante la conferenza stampa di presentazione del semestre Ue di analisi dei rischi sulla crescita. Nello specifico in Italia "alcuni dei rischi che esistono sono politici, ma la buona notizia - ha concluso Barroso - è che quando si percepisce l'impegno del governo ad andare avanti ci sta un immediato riconoscimento" dei mercati. "Penso che sia importante". Tra le note negative sul Belpaese la riforma del regime fiscale che "resta frammentaria" e, "nonostante le misure già adottate e le azioni annunciate per il 2014, le tasse sul lavoro e sul capitale restano pesanti", scrive la Commissione Ue nel bilancio sullo stato di attuazione delle riforme raccomandate da Bruxelles ai vari paesi.

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